Se sei un genitore italiano residente all’estero, il primo passo che dovrai fare per ottenere la cittadinanza italiana per tuo figlio o tua figlia è quello di registrarne la nascita presso l’autorità (Consolato o Ambasciata) di competenza.
I siti dei consolati e delle ambasciate riportano sempre le istruzioni su come farlo, di solito alla voce “registrazione nascita figlio minore” o simile (i siti dei consolati italiani hanno quasi tutti la stessa struttura. Di solito ci si arriva cliccando “servizi consolari e visti” “servizi per il cittadino italiano” > “stato civile” > “nascita”).
Però, diciamocelo, i siti ufficiali italiani non brillano per chiarezza, anche completare questa pratica potrebbe rivelarsi un’impresa complicata.
Nella mio lavoro di consulente per famiglie e traduttrice, assisto spesso le famiglie a districarsi in questo angolo specifico della burocrazia. In questo articolo ho raccolto le informazioni di cui avrai bisogno per registrare in Italia la nascita di tuo figlio o figlia nati all’estero e alcuni consigli derivati dalla mia esperienza.
Come registrare la nascita, passo per passo

1. Ottieni il certificato di nascita originale
Prima di tutto, dovrai procurarti il certificato di nascita del Paese estero in cui è nato tuo figlio. Il certificato originale dovrà:
- Essere in forma estesa (long form)
- Essere munito di Apostille (per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aia), oppure legalizzato secondo le modalità del Paese di nascita
Negli Stati Uniti, lo puoi richiedere al Department of Health del tuo stato.
2. Traduci o fai tradurre il certificato di nascita
Il certificato di nascita originale va tradotto in italiano nella sua interezza e rispettando il formato italiano per le date (gg/mm/aaaa).
È consigliabile di utilizzare una traduttrice professionista che abbia esperienza in questo tipo di traduzione 😉
3. Invia il tutto a Consolato o Ambasciata
A questo punto dovrai compilare un modulo di richiesta e inviare al tuo Consolato o Ambasciata di riferimento il certificato originale e la traduzione.
Di solito questo viene fatto per posta o prendendo un appuntamento online.
In questo modulo ti verrà chiesto di indicare il tuo comune AIRE (perché sei iscritta all’AIRE, vero?), che è l’ultimo comune in cui sei stata residente in Italia (non il tuo comune di nascita).
Inoltre, se presenti la domanda per posta, è utile inserire i tuoi recapiti in modo molto chiaro e possibilmente più di un recapito (es. telefono e email), in modo che Consolato o Ambasciata possano contattarti con facilità se necessario.
Hai inviato la domanda. E adesso?
Se, una una volta ricevuti i documenti, l’ufficiale dello stato civile avrà qualche domanda o richiesta di integrazione o chiarimento, ti contatterà.
Dopo eventuali integrazioni o correzioni, i documenti verranno trasmessi al tuo comune AIRE in Italia.
Il comune, una volta effettuata la trascrizione, comunicherà a Consolato o Ambasciata che la procedura è stata completata.
Ecco, questo terzo passaggio – nell’esperienza mia e di decine di mie clienti – non è sempre lineare: ogni tanto la conferma dell’avvenuta registrazione si ferma da qualche parte prima di arrivare a te, ogni tanto il comune ti invia la conferma per posta ordinaria che arriva dopo mesi, quando ormai te n’eri completamente dimenticata.
Il mio consiglio è dunque il seguente: dopo quattro-sei settimane dall’invio, contatta direttamente il comune in Italia per verificare lo status della tua domanda. Questo potrebbe servire da gentile promemoria nel caso il fascicolo fosse rimasto incastrato da qualche parte…
Una volta che la trascrizione della nascita è stata comunicata al tuo consolato, tuo figlia o figlio saranno iscritti all’AIRE come tuoi figli minori.
Congratulazioni! Tua figlia o figlio sono ora “ufficialmente” italiani!
Cosa fare dopo l’avvenuta registrazione della nascita
Con l’avvenuta trascrizione della nascita, potrai:
- Richiedere il passaporto italiano
- Richiedere il codice fiscale
Altri due giri sulla giostra burocratica, ma ti consiglio caldamente di farlo il prima possibile per non ritrovarti in difficoltà in futuro.
In particolare, è più facile viaggiare con un o una minore quando l’adulto accompagnatore ha lo stesso passaporto.

Nel caso della mia famiglia, ad esempio, per alcuni anni abbiamo avuto passaporti di tre Paesi diversi e venivamo spesso fermati per domande e controlli aggiuntivi.
Una volta l’ufficiale di frontiera aveva richiesto il certificato di nascita originale dell’ultimogenito, che non avevamo con noi in copia cartacea; ricordo il panico con cui mio marito si era messo a cercare nei file digitali del telefono, mentre io cercavo tenere a bada tre bambini urlanti e distrutti dal jet lag.
Da quando abbiamo tutti lo stesso passaporto, varcare le frontiere è diventato molto meno stressante.
Pro tips per viaggi internazionali
- Se ti è possibile, fatti rilasciare anche l’estratto di atto di nascita dal tuo comune italiano e portalo con te insieme ad una copia del certificato di nascita originale.
- Già che ci sei, portati anche il certificato di matrimonio (o l’attestazione di paternità/maternità).
Viaggiare con bambine e bambini può essere stressante. Avere con te tutti i documenti necessari (e qualche extra) ti permetterà di attraversare la frontiera più in fretta e con più serenità.
Spero che questo articolo ti sia stato utile! Se hai domande o se ti interessano i miei servizi di traduzione e consulenza per famiglie multilingui, mi trovi qui.


