Di recente ho chiacchierato con un paio di amiche che non hanno o non hanno ancora figli. Una di loro mi chiedeva perché pensarci quando bambine e bambini sono ancora neonati: «Tanto», rifletteva, «non parlano ancora».
Grazie a queste conversazioni, mi sono resa conto che non è ben chiaro quando iniziare a pensare al futuro bi- o multilingue della propria famiglia.
Non è mai troppo tardi per cominciare a pensare al bilinguismo o al multilinguismo della propria famiglia. Se, però, hai l’opportunità di pensarci prima della nascita, questo ti permetterà di organizzarti con più calma e attenzione.
Ecco allora tre consigli pratici derivati dalla mia esperienza di mamma e di guida per famiglie multilingui.
1. Sfrutta energie e spazio mentale…finché le hai!
Da mamma di tre, posso testimoniare che le prime settimane, i primi mesi, ma anche i primi anni di vita di bambini e bambine sono un turbine continuo. Una nuova persona entra nelle nostre vite e dobbiamo imparare tutto di lei o di lui. Lo spazio mentale dei genitori è spesso annebbiato dalla stanchezza e occupato dalle preoccupazioni legate alla responsabilità di dover tenere in vita un essere umano nuovo di zecca.

Per questo motivo, quando possibile consiglio ai genitori di familiarizzarsi con i concetti chiave di bi- e multilinguismo durante la gravidanza. Ciò permette di avvicinarsi a queste idee in relativa tranquillità e di non farsi prendere dal panico o dalla fretta quando, già prese da mille nuove sfaccettature delle vita con un neonato, ci rendiamo conto di non aver pensato a cosa fare dal punto di vista linguistico.
Prima dell’arrivo di tuo figlio o tua figlia, ti consiglio di ritagliare del tempo per:
- fare il punto sulla situazione linguistica della vostra famiglia, attuale e potenziale
- parlare apertamente con il o la tua partner delle decisioni da prendere e di come affronterete eventuali sfide e decisioni future,
- informarti, magari con l’aiuto di un’esperta, sulle dinamiche di una famiglia multilingue.
Nel mio lavoro, accompagno famiglie multilingui come la tua nel percorso di consapevolezza e pianificazione del proprio percorso.
2. Gioca d’anticipo: immagina potenziali difficoltà e le relative soluzioni
La nascita di una bambina o di un bambino (che sia il primo, il terzo o il quinto) influisce sugli equilibri e sulle dinamiche famigliari. Anche su quelle linguistiche.
Ogni volta che fa capolino un nuovo membro, gli altri devono rinegoziare il proprio ruolo e la propria posizione all’interno della famiglia.
In questo c’è una buona dose di imprevedibilità ma, grazie alla conoscenza di se stesse e della o del proprio partner, è possibile immaginare quali cambiamenti avverranno, se porteranno delle sfide e come affrontarle e risolverle.
Puoi cominciare a fare domande come:
In quale lingua comunichiamo in casa?
Quale lingue vorremmo trasmettere al nascituro o alla nascitura?
Mi dà fastidio non capire quello che l’altro genitore dice alla bambina? È una cosa con cui posso convivere o è meglio trovare dei modi per fare in modo di capire sempre tutto?
In base alle risposte che hai e avete dato, come ti immagini la quotidianità multilingue della tua famiglia?
Immagina, oppure – se è una pratica che trovi utile – visualizza delle scene future ma non troppo di vita quotidiana in famiglia: una visita allo zoo, una cena con la famiglia allargata, una festa di compleanno. Come visualizzi te, il tuo bambino o bambina e il tuo o la tua partner in queste occasioni? Come state comunicando? Che emozioni provate?
Se nella tua visualizzazione c’è qualcosa che stride, che non è allineato con i tuoi valori o con le tue priorità, questo è un ottimo momento per parlarne nella coppia e ipotizzare delle soluzioni.
3. Trova o crea una comunità di famiglie con bambini multilingui
Come in molti altri ambiti della genitorialità, anche il percorso multilingue è meno faticoso quando fatto insieme ad altre persone.
Così come un corso pre-parto o una lezione di yoga possono essere occasioni preziose di incontrare attuali o futuri genitori con cui potrebbero nascere amicizie ed esperienze di condivisione, una comunità (di persona o virtuale) di famiglie multilingui può essere un luogo fecondo di confronto e di sostegno reciproco.

Se non conosci altre famiglie italofone (o parlanti la lingua o lingue che vorresti trasmettere) nella tua zona, prova a fare una ricerca: nei gruppi Facebook, chiedendo a consolati o scuole di lingua, chiedendo in biblioteca o in libreria, oppure al negozio di cibo italiano di fiducia.
Forse conoscerai persone nuove, forse no. Forse diventerete amiche, forse no. Ma sono sicura che da qualche parte, di persona o online, incontrerai animi affini con cui condividere un tratto di strada.
Se vuoi unirti alla comunità nata intorno alla mia newsletter Parlo anch’io!, ci troviamo su Zoom l’ultimo venerdì di ogni mese. La partecipazione è libera e gratuita.
Insomma, un po’ come il piano del parto, anche la pianificazione linguistica di una famiglia multilingue non è tanto una scaletta da seguire passo per passo, quanto uno strumento che aiuta i futuri genitori a chiarirsi le idee e a esplicitare i propri desideri (o i propri timori).
Spero che questi consigli possano aiutarti in questo prezioso periodo d’attesa. Se posso esserti utile in qualche modo, mi trovi qui.


